un progetto tra carta e rete
Dai siti più significativi (a mio parere), messi in relazione con le tipologie di utenza più probabili quello che emerge subito è che la qualità dei siti italiani è buona, nei casi in esame significativamente migliore della qualità dei siti stranieri.
I maggiori pregi di questi sistemi sono da ricercarsi in special modo sotto il profilo contenutistico; è invece possibile individuare delle carenze sotto l’aspetto grafico e in parte per quello che riguarda le funzioni possibili per le utenze.
Queste considerazioni risultano utili nel prospettare la parte del sito di Apogeo che dovrà occuparsi della collana “Pratiche filosofiche” e quindi della messa on-line, oltre che delle informazioni strettamente legate alla collana e ai libri in essa contenuti, anche di informazioni di contorno sulle pratiche e la consulenza filosofica. Informazioni che siano in grado in qualche modo, oltre che di rappresentare una fonte di arricchimento per l’utente che si trovasse a navigare sul sito, che siano anche utili per la casa editrice dal punto di vista del marketing, rendendo possibile un incremento delle vendite dei libri della collana.
I contenuti, che pur possono essere definiti abbastanza ricchi, hanno il difetto di essere presentati in maniera tradizionale ovvero un testo scritto che scorre, cliccabile in alcuni punti, dal punto di vista delle possibilità offerte dal web siamo ad un livello piuttosto elementare. Tornando al sito di Apogeo uno dei canali su cui è possibile lavorare è proprio questo ovvero una gamma di possibilità più articolate di rendere fruibili contenuti.
Altri terreni su cui si può intervenire sono l’arricchimento delle funzioni possibili da un sito di questo tipo, anche se come ben si sa sul web i contenuti tendono a prevalere sulle funzioni, non si può escludere un’implementazione di quest’ultime.
Dopo una seppur sommaria analisi di quello che c’è in rete sono stati presi in esame i seguenti siti, ritenuti più significativi, sopprattuto dal punto di vista dei contenuti
Sito del consulente filosofico italiano Dott. Neri Pollastri.
WWW.GEOCITIES.COM/ATHENS/FORUM/5914
Sito della consulente filosofica israeliana Dr. Shlomit C. Schuster.
Sito dell’associazione di consulenza filosofica italiana Phronesis.
Sito dell’associazione di consulenza filosofica statunitense ASPCP (American Society for Philosophy Conseling and Psicotherapy).
Le quattro figure potenzialmente interessate alla consultazione dei siti presi in esame riteniamo possano essere:
· il consulente filosofico
· il consultante
· l’aspirante consulente
· l’appassionato di filosofia
Ogni tipologia di utenza è caratterizzata da fattori sia culturali che demografici.
La prima cosa che ho fatto è stata spulciare un po’ la rete alla ricerca d’ispirazioni… siti specifici sull’argomento, associazioni, consulenti ma anche siti di filosofia in generale. Sicuramente non ho consultato che una piccola parte di quello che può essere a disposizione sull’argomento, abili utilizzatori delle rete avrebbero saputo fare di meglio… soprattutto i siti generici di filosofia avrebbero potuto essere moltissimi di più ma c’era anche necessità di non “perdersi” in questa ricognizione, quindi ho prefissato una tempistica, una settimana, al termine della quale quello che di più o meno utile avevo visitato era questo:
SITOGRAFIA
Ora che sono state introdotte, se pur in maniera molto superficiale, alcune tematiche relative alle pratiche e alla consulenza filosofica entriamo nel merito del problema da affrontare:
una casa editrice di piccole dimensioni, Apogeo, partner di una grande casa editrice, Feltrinelli, pubblica una collana relativa alle pratiche filosofiche, argomento relativamente di nicchia ma in espansione. La collana è diretta da un nome significativo, Umberto Galimberti, e i sempre maggiori successi registrati da appuntamenti fissi quali i festival di filosofia che si svolgono in Italia, ha fatto pensare a una certa spendibilità di queste tematiche. Insomma buon successo di vendite dei primi volumi della collana, tematiche in espansione, la casa editrice si chiede perché non pensare ad un arricchimento nell’offerta, facile dunque rivolgersi col pensiero alle nuove tecnologie e alla rete. Sul sito di Apogeo esiste attualmente una presentazione della collana con brevi schede dei libri pubblicati, poco di “cliccabile” o interattivo, un peccato viste le opportunità offerte dal web…
Scopo di questo blog è dunque fungere da quaderno di lavoro un po’ mediatico per vedere come sia possibile traslare on-line tematiche relative alla collana pratiche filosofiche ma anche più in generale contenuti correlati su un sito che, sia un’idea editoriale di Apogeo, ma che venga a costituire una realtà a se stante.
La diffusione della consulenza filosofica in America passa per Israele attraverso due filosofi di quel paese: Shlomit Schuster e Ran Lahav.
Ran Lahav, filosofo e neuropsicologo operante in varie università statunitensi, può essere considerato, insieme ad Achenbach, il più significativo teorico della consulenza filosofica, tuttavia la sua attività è fortemente caratterizzata anche dalla dimensione pratica della consulenza . Avvicinato alla disciplina da Schuster nel 1992, si è occupato teoricamente della materia; nel 1994 ha organizzato insieme a Lou Marinoff la prima conferenza internazionale a Vancouver e l’anno successivo ha pubblicato insieme a Maria Tillmanns la raccolta di saggi Essays on Pphilosophical Counseling.
Nel libro pubblicato da Apogeo, che raccoglie in traduzione italiana otto tra i suoi principali articoli pubblicati tra il 1993 e il 2001, ha affrontato i principali nodi problematici della materia.
Un aspetto indagato da Lahav riguarda il confronto con la psicoanalisi: la consulenza filosofica si caratterizza, al contrario della psicoanalisi, come una disciplina basata sul dialogo, che ricostruisce la visione del mondo del consultante e non si limita alla conoscenza della dimensione interna, ma porta verso l’esterno e la visione del mondo del consultante. La consulenza filosofica si distingue poi dalla filosofia tradizionale poiché si interessa della interpretazione della vita quotidiana e non è vincolata all’imposizione di un modello unico valido per tutti.
Non va dimenticata l’opera di divulgazione, di immagine, di relazioni e confronti internazionali condotta da Lahav nell’intento di diffondere e far conoscere correttamente la disciplina nelle sue caratteristiche peculiari.
Buona biblioterapia...
Nel 1992 per iniziativa di Marc Sautet[1] nascono in Francia i "café philo" luoghi volutamente non tradizionali dove svolgere pubbliche discussioni su argomenti di attualità e filosofici e dove il filosofo non è il protagonista perchè riconosciutamente il più preparato, come avviene di solito nelle tradizionali lezioni o conferenze, ma ha la funzione di facilitare il dibattito e indirizzarlo in un campo più propriamente filosofico.
Oggi esistono 170 café philo in Francia e un'ottantina nel mondo. Lo spirito che anima questa pratica filosofica è di dialogo aperto, sostenuto da un atteggiamento di curiosità e disponibilità ad ascoltare le opinioni degli altri e di desiderio di comunicare le proprie.
A proposito dal sito del consulente filosofico Neri Pollastri (www.consulenza-filosofica.it) è possibile vedere il programma del cafè philo fiorentino le Giubbe Rosse, attualmente non ci sono appuntamenti in vista ma pare che gli incontri debbano ricominciare…
A chi è rivolta la consulenza filosofica?
La “consulenza filosofica” si basa su una relazione di aiuto destinata a coloro che, non avendo patologie psichiche, desiderano affrontare un discorso personale di crescita ed evoluzione. E’ una forma particolare di atteggiamento e di azione filosofica, opera sui concetti e sulle idee, non sui disagi esistenziali, in base al presupposto che spesso i disagi dipendono dalla visione della realtà. Il consulente ha il dovere professionale di aiutare il consultante a fare chiarezza nelle sue idee, ma chi fa le scelte alla fine è sempre e soltanto il consultante. L’obiettivo generale è proprio quello di offrire all’individuo la possibilità di lavorare con modalità proprie per migliorare la qualità della sua vita. Il rapporto consulente/consultante è di tipo paritario, non asimmetrico. Il consulente non cerca di cambiare l’ospite, non carica le discussioni di finalità e intenzionalità, cosicché è il consultante a determinare lo scopo delle conversazioni.
In alcuni casi si adotta una forma di “biblioterapia”, che consiste nel far leggere al consultante pagine di filosofi con l’intento di commentarli insieme. La Consulenza Filosofica è un dialogo indipendente tra un filosofo e chiunque sia interessato alla filosofia come stile di vita e, nella misura in cui l’interlocutore sia in grado di conversare razionalmente, è una pratica aperta a tutti e non richiede conoscenze o particolari predisposizioni per la filosofia.
La Consulenza e le pratiche filosofiche sono un esempio significativo del rinnovato interesse della società per la filosofia e dell’apertura di questa ai non filosofi.
Lo scopo della consulenza filosofica consiste nell’intervenire su forme di disagio, di disadattamento e di sofferenza esistenziale, che non costituiscono necessariamente forme patologiche di malattia mentale (oggetto delle psicoterapie).
La filosofia, pur essendo fondamentalmente teoresi, attività concettuale avente per oggetto l’analisi di problemi teorici, può avere una valenza pratica positiva che consente agli individui di organizzare in modo funzionale idee e comportamenti e di recuperare l’impostazione originaria della filosofia intesa come prassi utile per persone reali, come strumento per affrontare la vita quotidiana.
La filosofia infatti, nata nel V secolo a.C. non solo come conoscenza ma come pratica di vita, nel mondo antico era vista come lo strumento per comprendere le ragioni del mondo e dell’essere al mondo. Tali erano le scuole presocratiche, tale era soprattutto Socrate. In seguito la filosofia si disinteressò della vita, diventando soprattutto conoscenza teorica.
Gli individui che vivono in modo problematico alcuni passaggi critici della loro esistenza e sentono l’esigenza di riflettere sulla propria concezione del mondo e di modificarla secondo logica e razionalità, intraprendono nella consulenza filosofica, attraverso un rapporto libero, di tipo dialogico, un percorso per imparare a pensare e procedere da soli.
Il fondatore della consulenza filosofica è considerato Gerd Achenbach che nel 1981 ha aperto in Germania il primo studio di Consulenza filosofica a cui è seguita la fondazione di una Società per la pratica filosofica divenuta poi internazionale per la sua diffusione in Olanda, Francia, Stati Uniti, Israele. Nel 1999 sorge anche in Italia l’Associazione italiana di consulenza filosofica, si traducono i libri di Pierre Hadot, e di Lou Marinoff, che avvicinano il grande pubblico alla filosofia vista come pratica di vita.
La partenza di questo lavoro è una situazione reale: una casa editrice che, all’interno di un articolato processo di cambiamento della sua produzione, ha inaugurato una nuova collana la quale verte su un tema specifico, le pratiche filosofiche. La casa editrice in questione è Apogeo, questa si sta attualmente chiedendo cosa sia possibile affiancare alla produzione cartacea della collana in modo da arricchirla e renderla più completa e convincente, in questo senso lo sguardo è rivolto naturalmente alle nuove tecnologie e in particolar modo alla Rete.
Lo scopo dell’analisi che ho cercato di portare avanti vaglia un forte problema di comunicazione, ovvero quello di definire un prodotto editoriale digitale in qualche modo complementare a quello cartaceo, che tenga conto del tema trattato nella collana, della collana stessa, di cui la pubblicazione è già in corso, della casa editrice e infine delle caratteristiche specifiche del mezzo utilizzato.